Esistono occasioni in cui, nello sport, il risultato può e deve passare in secondo piano. Nel percorso di una squadra che punta a stabilizzarsi ai massimi livelli esistono passaggi che porteranno i propri frutti sul medio-lungo termine.
Nell’incontro di recupero della settima giornata del campionato di Serie A élite di rugby femminile il Neapolis cede 99-0 contro la capolista Valsugana. Un confronto già sulla carta proibitivo diventa letteralmente impossibile per il quindici ospite che arriva in Veneto in formazione di assoluta emergenza e paga dazio all’eccellente qualità di una rivale che vanta esperienza pluriennale e automatismi di gioco collaudati nel tempo.
Il rammarico più grande per la formazione partenopea è quello di non aver quasi mai potuto contare sulla totalità della rosa che era stata costruita per affrontare la prima storica esperienza nel massimo campionato. Il gruppo ha però saputo fare di necessità virtù.
La squadra ha continuato ad allenarsi strenuamente e ha consentito agli elementi più giovani di vivere una preziosa esperienza di crescita. Presentarsi in casa delle prime della classe con l’atteggiamento di chi prova ad imporre il proprio gioco rappresenta un segno di notevole personalità e di un’identità che nel tempo non potrà che portare frutti positivi.
Credit: Luigi Petrucci
